danno mortale

Danno mortale da incidente stradale: chi può richiedere il risarcimento?

Quando si parla di danno mortale da incidente stradale si inquadra un contesto in cui a poter chiedere il risarcimento, sono i congiunti (Genitori, Figli, Coniuge o Convivente, Fratelli e sorelle, Nonni) che, appunto, hanno subito un danno in seguito al decesso della vittima dell’incidente stradale.

Quando si parla di danno mortale da incidente stradale è bene avere le idee chiare sull’orientamento giuridico in merito. Il legislatore, infatti, tende a distinguere diverse tipologie di danni alle quali fare appello quando un proprio caro perde la vita in seguito a un incidente stradale.

Ecco quali sono:

  • Danni morali: possono fare riferimento a questa situazione coloro i quali riescono a dimostrare un effettivo e perdurante turbamento psicologico in seguito al decesso di un congiunto per un incidente stradale.
  • Danni patrimoniali: chi vuole informarsi sul danno mortale da incidente stradale deve ricordare che, quando si fa appello ai danni patrimoniali, si prendono in considerazione prima di tutto i cosiddetti danni emergenti. Cosa sono? Un esempio tipico in questi casi è l’onere per il funerale. Si può eventualmente chiedere un risarcimento anche per la cessazione dell’apporto economico del defunto alla famiglia.
  • Danno da morte: quando si approfondiscono i danni da incidente stradale, è bene ricordare che esiste un danno da morte vero e proprio. In cosa consiste? A livello tecnico si tratta di un risarcimento per un danno biologico e morale. A subirlo direttamente ovviamente è il defunto e la cifra può essere trasmessa agli eredi. La sua entità è suscettibile di variazione in base al tempo trascorso tra l’incidente stradale e il decesso. Nel risarcimento appena ricordato è possibile includere le spese mediche, quelle di trasporto e gli eventuali esami diagnostici.
  • Danno da perdita della vita: attenzione, perché bisogna considerare anche il danno da perdita della vita, che è diverso da quello da morte. Che cosa prevede? Secondo i più recenti orientamenti giuridici, la vita è considerata un bene supremo e, chi la perde a causa di un comportamento illecito di altri, può ricevere un risarcimento. Ovviamente la somma in questione, per diritto di eredità, viene trasferita ai parenti più prossimi.

 

Quello appena tracciato non è che un quadro preliminare di ciò che si può dire quando si discute di danno mortale da incidente stradale. Per approfondire in maniera seria la situazione bisogna per esempio ricordare che l’entità del danno morale varia sulla base di alcuni fattori, per esempio della convivenza tra il defunto e i suoi congiunti. Bisogna ovviamente ragionare in ottica di personalizzazione, senza dimenticare che, sull’ammontare del risarcimento, influiscono anche aspetti come l’età della vittima dell’incidente e il fatto che i suoi congiunti si trovino più o meno soli dopo il decesso.

Nel caso del risarcimento per danni patrimoniali, la somma spetta a prescindere dalla parentela. A contare sono i problemi frutto del mancato apporto reddituale al nucleo familiare.

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