incidente stradale

Incidente stradale: concetto e classificazione

Molti non ne sono al corrente, ma esiste uno specifico riferimento per definire il concetto d’incidente stradale. La fonte principale in merito è la Convenzione di Vienna del 1968, che definisce con le seguenti parole l’incidente stradale: un evento verificatosi nelle vie o piazze aperte alla circolazione in cui rimangono coinvolti veicoli, esseri umani o animali fermi o in movimento e dal quale derivino lesioni a cose, animali, o a persone.

Dalla formulazione di questa definizione è passato molto tempo. Dal 1968 la giurisprudenza internazionale ha fatto molti passi avanti, che hanno ovviamente coinvolto anche la gestione degli incidenti stradali e dei danni da essi provocati. Al giorno d’oggi si tende infatti a considerare l’incidente stradale come un avvenimento inatteso che, quando si verifica, può determinare danni più o meno gravi a persone, cose o animali e recare pregiudizio alla circolazione stradale.

Quest’ultima immagine è senza dubbio completa. Basta infatti fermarsi un secondo a immaginare la scena tipica dell’incidente stradale per accorgersi che limitarla allo scontro tra due o più vetture è assai riduttivo. I compiti dei professionisti della giurisprudenza negli ultimi anni sono stati molto diversi ogni volta che si parlava d’incidente stradale. Si spazia infatti dall’accertamento dell’incidente stradale in caso di urto del veicolo contro un palo, per arrivare al capitolo dei danni e del risarcimento dei suddetti.

Fondamentale a tale fine è ricordare che un incidente stradale può essere mortale, con feriti o con danni al patrimonio. Da non trascurare è anche il fatto che la giurisprudenza configura come incidente stradale anche la semplice uscita di strada del veicolo. Questo è il risultato di un pronunciamento della Corte di Cassazione risalente al 2012.

Non esiste una generale tipizzazione degli incidenti stradali da parte del legislatore. Spetta quindi al singolo giudice esprimersi per valutare la situazione. Tutto deve essere però ricondotto al comportamento umano che può essere

  • Commissivo: in questo caso chi guida una vettura assume un comportamento attivo e manifesta delle mancanze per quanto riguarda l’aderenza a specifiche norme.
  • Omissivo: in tal caso il conducente della vettura omette specifiche attenzioni finalizzate a garantire la sua sicurezza e quella di chi gli sta vicino.

 

Quando si ha a che fare con la valutazione di un danno da incidente stradale è necessario partire da tre punti: l’imputabilità del conducente della vettura, il dolo e la colpa. Sarà poi compito dei periti coinvolti nel caso soffermarsi sullo studio della dinamica del fatto e sulle caratteristiche dei veicoli rimasti coinvolti nel sinistro.

Essenziale è avere in mente la definizione di veicolo. Quando si utilizza questo termine si inquadra qualsiasi tipo di macchina guidabile dall’uomo e in grado di circolare su una strada pubblica. Non rientrano quindi nella categoria di veicoli che possono essere coinvolti in incidenti stradali tutti quelli che viaggiano su rotaie.

Concludo ricordando che esiste una classificazione degli incidenti stradali. La suddetta prevede i seguenti casi:

  • Urto frontale centrato: in tale frangente i veicoli coinvolti, provenendo da sensi di marcia opposti, si scontrano frontalmente.
  • Urto frontale eccentrico: in tal caso l’urto non porta alla rotazione dei mezzi.
  • Collisione laterale: in queste situazioni l’incidente avviene per lo scontro tra la parte anteriore di un veicolo e la laterale di un altro.
  • Urto centrato laterale: gli incidenti che avvengono in questo modo interessano il baricentro del veicolo urtato.
  • Urto laterale eccentrico: in queste situazioni l’urto determina la variazione di traiettoria di uno dei due veicoli.
  • Tamponamento: in quest’ultimo caso a urtarsi sono la parte posteriore del veicolo che precede e l’anteriore di quello che segue.
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