La Blockchain sbarca nel settore Assicurativo Italiano

L’ANIAAssociazione Nazionale Imprese Assicurative italiana, ha annunciato una sperimentazione in corso che vuole utilizzare la blockchain per migliorare la gestione della risoluzione delle controversie e delle rivendicazioni di responsabilità civile nella fase precontenziosa.

Ma cosa è la BLOCKCHAIN?

La traduzione di “Blockchain” è “catena di blocchi“. In sostanza, la tecnologia blockchain è così chiamata per via della lista di blocchi di transazioni/informazioni che la compongono e che sono collegati tra loro a catena. In altri termini è equiparabile a un registro pubblico di informazioni decentralizzato visibile da tutti coloro che possiedono una connessione a internet. Questo registro pubblico ed accessibile velocemente tramite il web consente di effettuare transazioni da ogni parte del mondo, in velocità quasi istantanea e senza la necessità di agenti intermediari garanti della transazione. Per capire come funziona la Blockchain è necessario analizzare la struttura dei blocchi che la compongono. Ogni blocco (block) della catena (chain) è collegato al blocco precedente e/o successivo tramite un “codice” detto hash. Ogni blocco, inoltre, viene marcato temporalmente con un timestamp. All’interno dei blocchi sono registrate le transazioni. Ogni volta che si richiede di effettuare una transazione, devono essere valide tutte le condizioni necessarie e questo viene verificato automaticamente dalla tecnologia, grazie alle informazioni registrate nella Blockchain stessa. La garanzia si trova, infatti, nella solidità e sicurezza della tecnologia stessa, che registra automaticamente le transazioni solo dopo averne verificato l’effettiva validità. Essendo le informazioni e i registri pubblici (e non centralizzati, quindi praticamente inattaccabili da hacker), non c’è possibilità di falsificazioni o di errori di alcun genere.

La sperimentazione è condotta insieme a Reply, una delle principali società informatiche italiane, CeTIF, il Centro di ricerca su tecnologia, innovazione e servizi finanziari, e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Inoltre, nel comitato scientifico è coinvolto anche l’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Le compagnie assicurative coinvolte nel progetto sono Axa, Cargeas-Cardif, Cattolica, Generali, Helvetia, Reale ITES GEIE.

Il progetto consiste nello studio di un servizio alternativo di risoluzione delle controversie tra i clienti e le compagnie assicurative, ed utilizza un ambiente virtuale in cui sperimentare casi reali in cui sono coinvolti aziende, consumatori ed altri attori che prendono parte al processo assicurativo.

L’uso delle Blockchain nell’universo delle assicurazioni ha il potenziale per automatizzare numerosi processi, come la gestione dei reclami, permettendo così di ridurre i costi associati. Come? L’utilizzo più promettente è quello che fa riferimento agli smart contract, contratti intelligenti che possono sostituire gran parte delle attività condotte manualmente con codici che abilitano funzionalità di esecuzione automatica dei compiti. Altro utilizzo è rivolto alla creazione e gestione di Trusted Smart Contract per gli scambi degli importi delle controparti coinvolti nella risoluzione delle controversie, attraverso un cosiddetto meccanismo di asta cieca.

L’aspettativa è quella che il test fornisca chiari vantaggi a chi partecipa alla sperimentazione, e che consenta quindi al settore di anticipare i fattori di sviluppo del mercato.

Quindi, i risultati ottenuti saranno utilizzati per analizzare gli impatti della Blockchain sui processi esistenti grazie al continuo confronto con i partecipanti alla sperimentazione, in modo poi da essere in grado di presentare alle Autorità le attività e ipotizzare possibili applicazioni di mercato, effettuando analisi sul piano operativo e normativo. L’iniziativa segue a ruota i progetti già avviati con la stessa logica in altri mercati, come quello promosso a partire dal 2014 in UK dalla Financial Conduct Authority, il piano dedicato alle startup dello Swiss Federal Council nel 2017 e il framework elaborato, sempre per le imprese innovative e sempre nel 2017, dai Canadian Securities Administrators.

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