Seggiolino in auto: avrebbe evitato almeno trenta morti infantili in strada ogni anno

Quel “troppo amore”, o per meglio dire quel troppo assecondare un capriccio, risulta fatale per sessanta bambini all’anno in Italia. Per la loro sicurezza, è bene lasciarli sul seggiolino, come dimostrano le statistiche

Che siano gravi danni, o incidenti banali, lasciare che il pianto di nostro figlio ci commuova al punto di accontentarlo nel suo voler stare in braccio a bordo dell’auto, piuttosto che sul seggiolino, è una leggerezza che va assolutamente evitata da parte nostra.

A raccomandarlo è il Dott. Urbino, direttore del pronto soccorso del Regina Margherita, che in questo articolo del giornale La Stampa ci informa che in Italia gli incidenti stradali che coinvolgono minori sono circa sessanta l’anno, di cui almeno la metà si trovava a bordo di un’auto.

Il medico continua, sempre nella stessa intervista, affermando che:

«Un bambino tenuto in braccio da un passeggero diventa il suo airbag e le conseguenze sono facilmente immaginabili. Traumi addominali, toracici e cranici possono portare a invalidità permanenti e anche alla morte. E tutto per una leggerezza. Non c’è viaggio corto o capriccio che tenga: meglio lasciarli piangere piuttosto che non metterli nel seggiolino e tenerli in braccio, anche se si è seduti dietro».

Non è difficile immaginare, infatti, che un bambino possa procurarsi lesioni anche gravi, che coinvolgano una o più parti del corpo, anche vitali (come traumi agli organi interni ad esempio) che possono essere tranquillamente evitate semplicemente avendo cura di lasciarlo nel suo seggiolino, anche se piange.

 

Seggiolini auto: nel 2019 la legge si fa più severa

Oltre al buon senso, anche la legge si schiera in maniera ancora più incisiva dalla parte della sicurezza in auto dei più piccoli.

Il CdS disciplina la materia nel suo Titolo V (Norme di comportamento) all’articolo 172 “Uso delle cinture di sicurezza e sistema di ritenuta”. Il comma 1 disponeva già che

“I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie”.Chi non dovesse rispettare la norma verrà sanzionato, con il pagamento di una multa da 80 a 323 euro e la decurtazione di 5 punti della patente.  In più, in caso di recidiva nell’arco di due anni, verrà applicata la sospensione del titolo di guida per un periodo minimo di quindici giorni e massimo di due anni.

Con la normativa 2019, a quanto detto, si aggiunge un’importante novità:

Per i bambini di altezza fino a 1,25 metri sarà obbligatorio produrre rialzi con schienale, chiamati a sostituire progressivamente quelli sprovvisti. Per i bambini di statura compresa tra 100 e 150 centimetri sarà obbligatorio il fissaggio attraverso cinture di sicurezza.
Resta ovviamente l’obbligo di attenersi alle etichette di omologazione. Le etichette UN ECE R44 e successive e UN ECE R129, UN ECE R44 01 e UN ECE R44 02 sono valide.

 

Tuo figlio era regolarmente sul seggiolone e qualcun altro gli ha causato un danno fisico o un trauma? Ecco come fare a ottenere il massimo risarcimento

Se tuo figlio ha subito lesioni a causa di colpa o dolo di qualcun altro, queste  potrebbero impedirgli di continuare a svolgere le abituali attività sportive o scolastiche, e oltre a questo maturare un trauma psicologico.

Oltre al danno subito da tuo figlio e alla preoccupazione per lui, potresti anche sentirti frustrato dal fatto di dover sostenere importanti spese mediche per il trattamento di tuo figlio – spese che non avresti dovuto sostenere in mancanza del comportamento doloso o colposo altrui.

Tutto questo, seppur doloroso, non può essere evitato. Eppure il danno può essere ristorato, almeno per quanto riguarda l’aspetto finanziario, con l’assistenza e la consulenza del Dr. Sabatino Quatraccioni e del suo staff.

Se tuo figlio è stato coinvolto in un caso simile, contattaci subito!

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