Il nesso causale del vaccino esavalente con l’autismo: il caso

Per la prima volta in Italia il tribunale di Milano ha stabilito che il Ministero della Salute dovrà risarcire il bambino affetto da autismo dopo che nel 2006 gli era stato iniettato Infanrix Hexa Sk

Il Tribunale di Milano sancisce per la prima volta l’esistenza di un nesso causale tra l’iniezione del vaccino esavalente Infanrix Hexa Sk e l’autismo.

Così il Ministero della Salute dovrà pagare un indennizzo al bambino, che adesso ha nove anni, riconoscendo una correlazione tra la somministrazione del farmaco a cui è stato sottoposto e la malattia da cui ad oggi è affetto, cosa mai dimostrata prima.
A firmare la sentenza il giudice Nicola Di Leo, del Tribunale del lavoro di Milano, che a quanto viene riportato da La Repubblica pare si concretizzi in un assegno bimestrale che il bambino,  affetto da autismo a cui nel 2006 fu iniettato il vaccino, riceverà per tutta la vita da parte dello Stato.

Nella sentenza, che era stata emessa a settembre 2014, e che era poi stata oggetto di appello da parte del Ministero della Salute, viene acclarata la sussistenza del nesso causale tra tale vaccinazione e la malattia riguardo al farmaco Infanrix, prodotto dalla multinazionale Glaxo Smith Kline, che è quello somministrato dalle Asl italiane per l’adempimento dell’obbligo vaccinale.
Il lavoro del perito, il medico legale Alberto Tornatore, ha dimostrato la stretta successione temporale tra la somministrazione di Infarix e il manifestarsi dei sintomi, oltre a dimostrarne ulteriormente  il nesso causale, sulla base di un polimorfismo che ha reso il bambino suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti) dal vaccino Infrarix Hexa Sk.

Oltre a questo, la relazione del medico legale, che qui citiamo testualmente, sottolinea che questo vaccino “mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico, la cui portata, teoricamente piccola se calcolata sui dati della sperimentazione clinica pre-autorizzazione – spiegherebbe solo il 2-5% dei casi di malattia – è in realtà sottostimata per l’esistenza – recentemente confermata dall’autorità sanitaria australiana – di lotti del vaccino contenenti un disinfettante a base di mercurio, oggi ufficialmente bandito per via della comprovata neurotossicità, in concentrazioni tali da eccedere largamente i livelli massimi raccomandati per lattanti del peso di pochi chili”.

Il risarcimento

È utile sapere che, prima di rivolgersi al Tribunale, la famiglia del piccolo aveva già inoltrato una richiesta di indennizzo al Ministero della Salute, la quale era stata respinta, inducendo i genitori a intentare una causa.
Ad oggi, con la sentenza, al bambino spetteranno un assegno bimestrale il cui importo sarà calcolato a partire da una base di 1.683 euro, più un indennizzo una tantum.

Questo caso è testimonianza del fatto che una buona equipe, oltre che un giudice che non si fermi alle apparenze ma indaghi fino in fondo alla ricerca della verità possa emettere anche sentenze “fuori dal coro”.

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