Incidenti stradali: non sottovalutiamo il danno psicologico

I traumi stradali non riguardano solo ed esclusivamente aspetti bio – medici sicuramente essenziali, ma sono eventi altamente traumatici anche sotto l’aspetto psicosociale poiché impattano in modo drammatico sulla persona, sulla sua famiglia, sulla comunità intera. A tal proposito abbiamo chiesto il parere di un’esperta: Sara Tiberi, psicologa.

Non è difficile da credere che l’essere coinvolti in un incidente stradale grave, anche solo come spettatori, sia causa, oltre che di eventuali danni fisici anche di importanti danni psicologici.

A tal proposito, abbiamo chiesto a una nostra collaboratrice, la psicologa Sara Tiberi, di approfondire questo argomento.

Ecco cosa è venuto fuori da questo dialogo.

 

Ciao Sara, condividi brevemente con i nostri lettori alcune informazioni su di te e sul tuo percorso professionale? 

Ciao!
Sono una psicologa esperta in relazioni peritali, sostegno psicologico e specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Il mio lavoro prevede che rilevi la sofferenza psichica che una persona si trova a sperimentare nella sua vita in seguito ad un evento di vita traumatico, come può essere un grave incidente stradale, un’operazione chirurgica non andata a buon fine, infortuni sul lavoro.

La mia missione è quella di accogliere la sofferenza di queste persone, ascoltarle, non farle sentire abbandonate al loro destino e fare del mio meglio per poterle aiutarle ad essere risarcite adeguatamente.

La passione per il mio lavoro nasce da molto lontano, ho sempre avuto, fin da piccola, la premura di non lasciare mai indietro l’ultimo della classe, di difendere, mettendo a volte me stessa a rischio, chi non era in grado di farlo da solo. Nel corso della mia formazione ho scelto di seguire quella che da sempre è stata la mia indole, facendone il mio mestiere.

 

Cosa ci dici in merito ai danni psicologici che si possono subire a seguito di un incidente stradale grave?

Come accennato nei titoli, i traumi stradali non riguardano solo ed esclusivamente aspetti bio – medici sicuramente essenziali, ma sono eventi altamente traumatici anche sotto l’aspetto psicosociale poiché impattano in modo drammatico sulla persona, sulla sua famiglia, sulla comunità intera.

Di fronte ad un incidente stradale grave si delineano almeno quattro primarie differenti categorie di vittime: chi muore, i familiari di chi muore, chi contrae un handicap ed i congiunti di chi contrae un handicap.

Se sulla prima categoria si concentra – anche giustamente – il dolore dell’opinione pubblica ed i principali dati statistici, la sofferenza psicologica dei restanti tre gruppi rimane spesso ignorata e senza risposte…e cosa dire degli operatori, gruppi di lavoro ed organizzazioni (sanitarie e non, es. polizia municipale) che si occupano del fenomeno? 

 

Ci descriveresti in maniera schematica le figure che vengono coinvolte?  

LE VITTIME

Molto spesso si trovano a vivere:

  • impotenza e paura conseguenti alla minaccia per la propria e incolumità;
  • interruzione brusca del senso di continuità dell’esistenza;
  • conseguenze fisiche e ricaduta sull’autonomia;
  • cambiamenti spesso radicali nei rapporti sociali e nella vita relazionale;
  • peggioramento drammatico della qualità della vita negli aspetti relazionali, lavorativi, economici.

I FAMILIARI 

Vivono reazioni psicologiche intense e di difficile gestione:

  • disorientamento nella fase acuta e depressive in quella sub acuta del trauma oppure legate al lutto in caso di decesso;
  • gestione sanitaria del proprio congiunto al rientro a casa, nella ricerca di ausili ed aiuti sanitari e assistenziali;
  • gestione del carico economico, spesso molto gravoso.

Il 90% delle famiglie di persone decedute e l’85% delle famiglie di persone invalide dichiara un declino significativo e spesso permanente della qualità della loro vita (studio FEVR, 1995). Spesso c’è un contesto di isolamento sociale, in cui i familiari devono orientarsi per individuare percorsi assistenziali e riabilitativi frammentati o di difficile accesso e generalmente sono esclusi da possibili percorsi di sostegno.

GLI OPERATORI

Nell’operatore sanitario (territoriale e ospedaliero) o non sanitario (operatore della Polizia Municipale), l’esposizione all’evento trauma stradale e alle sue drammatiche conseguenze:

  •  sviluppa risposte emotive intense e dolorose, come l’impotenza, l’angoscia, la paura, la tristezza, il forte turbamento;
  •  attiva meccanismi psicologici di identificazione o di distanziamento difficili da riconoscere e poi gestire;
  •  provoca reazioni psicofisiologiche intense di disagio.

Se tutto questo carico emotivo resta invisibile, inespresso e inascoltato, tutti questi aspetti possono cristallizzarsi in problematiche psicologiche croniche, con forti ricadute sul benessere personale e lavorativo, sulla qualità dei servizi erogati e sulla qualità della vita degli operatori.

 

Qual è il modo in cui si interviene in questi casi?

Attraverso interventi psicologici di consulenza, supporto e formazione è possibile implementare le competenze psicologiche, relazionali e comunicative dei soggetti coinvolti, vittime, familiari e operatori.

Interventi psicologici preventivi di supporto permettono: 

  • il riconoscimento precoce dei fattori di rischio; 
  • la prevenzione della cronicizzazione dello stress post trauma; 
  • l’incremento delle strategie di coping e/o dei fattori di resilienza; 
  • la riattivazione di un funzionamento adattivo; 
  • una prima elaborazione dell’esperienza in spazi e tempi dedicati. 

 

Nel ringraziare Sara della sua esaustiva spiegazione, ti invitiamo sempre, qualora ne avessi bisogno, di rivolgerti allo staff esperto di Legal insurance (di cui lei fa parte) per risolvere i tuoi problemi legati a danni da incidente stradale.

Ti aiuteremo sia dal punto di vista medico-legale, che anche offrendoti un supporto psicologico, con il fine ultimo di farti ottenere il giusto risarcimento per il danno che hai subito.

Contattaci subito per tutte le informazioni.

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