Risarcimento dell’assicurazione per sinistro stradale di lieve entità: in quanto tempo si ottiene?

Il risarcimento dell’assicurazione dopo un sinistro di lieve entità, purtroppo, non è immediato come vorremmo.
In generale, la normativa per danni materiali e fisici è in continua evoluzione. Vediamo che tempistiche aspettarsi per il risarcimento di questo tipo di danno

È possibile parlare di risarcimento danni laddove la compagnia di assicurazione auto, dopo un sinistro, è tenuta a liquidare una somma per la riparazione del danno causato al proprio assicurato (se stabilito dalla polizza che ha sottoscritto); questo può richiedere il risarcimento
al termine della procedura di denuncia del sinistro (entro i 3 giorni successivi all’incidente).
Risarcimento danni per sinistro stradale di lieve entità: a determinate condizioni non è più necessario il CAI per richiedere il risarcimento alla propria compagnia assicurativa (ma averlo dimezza i tempi di ottenimento del risarcimento)

Se l’incidente si verifica in Italia  tra due auto italiane, solo in caso di danni lievi alle persone, non è più necessario che ci sia il CAI, l’accordo di constatazione amichevole, per poter chiedere il risarcimento alla propria compagnia.

Resta il fatto che il modulo di constatazione amichevole, firmato da entrambe le parti, snellisce di molto la procedura e permette in molti casi di dimezzare i tempi di ottenimento del risarcimento.

 

Quali sono, in generale, i tempi di ottenimento del risarcimento dei danni materiali?

Il primo step è quello della perizia da parte di un soggetto terzo qualificato, che ha il compito di quantificare il danno e comunicare alla compagnia assicurativa l’offerta da fare, elaborata entro 15 giorni dalla compagnia stessa. 

Se l’offerta viene accettata si procede alla liquidazione che ha le seguenti tempistiche:

  •   60 giorni se non c’è stato accordo tra le parti. 
  •   30 giorni totali (dalla denuncia alla liquidazione) se è stato compilato il modulo di constatazione amichevole. 

Se l’offerta viene invece rifiutata, il danneggiato può sia richiedere la conciliazione obbligatoria (con la possibilità di accettare la somma offerta a titolo di anticipo) e, se questa non porta ad alcun risultato, fare causa all’assicurazione.

È importante sapere che la normativa non è valida se nell’incidente sono coinvolte auto straniere, se il sinistro è tra più di due veicoli, o se ha causato lesioni gravi.

Cosa succede invece nel caso di danni fisici?

Sotto i 9 punti di invalidità – quindi danni giudicati lievi –  è possibile ricorrere al risarcimento diretto, una speciale procedura di liquidazione dei danni che può essere attivata in presenza di determinate condizioni e che consente al danneggiato di richiedere il risarcimento direttamente presso la propria compagnia assicuratrice secondo un meccanismo che dovrebbe garantire un risarcimento in tempi ristretti.

Come snellire al massimo queste procedure e ottenere il massimo del risarcimento, il prima possibile

Come tutti sappiamo, troppo spesso le compagnie assicurative tendono a fare il proprio interesse piuttosto che quello dell’assicurato, in quanto la compagnia riconosce al proprio agente assicurativo dei premi se riesce a minimizzare i risarcimenti.
Questo comporta, oltre al dilatarsi dei tempi, anche il mancato ottenimento del massimo: l’assicuratore non ha le competenze in materia di infortunistica stradale che permettano all’assicurato di ottenere il giusto risarcimento.
Quello che in moltissimi ignorano è che invece vi è una differenza enorme tra quanto si ottiene e quanto si potrebbe ottenere con una gestione ottimale della pratica sinistro.

 

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